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28 Novembre 2007

 PAOLO DE CASTRO  Ministro delle politiche Agricole e Forestali

TREND POSITIVO PER L’EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO. UN MARCHIO DI STATO PER IL PRODOTTO ITALIANO.

Milano. Entro il 2015 le esportazioni del settore agroalimentare italiano, se mantengono gli attuali livelli di crescita, possono raggiungere il 25% del fatturato totale. A dirlo è il ministro Paolo De Castro nel corso di un convegno, che si è svolto nell'ambito della Campionaria in programma alla Fiera di Milano, per la presentazione dell'Atlante Qualivita. Al ministro  abbiamo chiesto anche notizie sulla sperimentazione in corso al Ministero delle Politiche agricole e forestali di un nuovo sistema per combattere la contraffazione alimentare dei prodotti italiani, tramite l'applicazione dell'ologramma di Stato sui prodotti da destinare ai mercati esteri.

D. Ministro, arrivano segnali positivi dal mercato?
R. Oggi l'export rappresenta il 15% del fatturato alimentare, ma lo spazio di crescita è enorme e continua a crescere nonostante l'euro forte . Dal 2000 ad oggi il dollaro si è deprezzato del 60%, nonostante ciò nello stesso periodo l'export verso gli Usa è salito del 37% in valore e del 17% in quantità.

D. E i consumi interni?
R. I consumi interni sono stazionari e quindi possiamo e dobbiamo esportare di più. L'acquisto dei prodotti alimentari nella media dell'Unione arriva a 40 euro pro capite mentre negli Stati Uniti è di 15 euro e in Giappone di soli 3 euro. Le esportazioni italiane sono state nel 2006 pari a 22 miliardi di euro, mentre le previsioni per il 2007 indicano già una cifra tra i 23 e i 24 miliardi.

D. Qual è il valore dell’agroalimentare?
R. L'agroalimentare italiano, vale 110 miliardi di euro( dati 2006), ed è al terzo posto in Europa dopo Francia e Germania Tra i prodotti trainanti il vino, in aumento del 15% nel periodo 2005-2006, la frutta e la pasta (10%) oli e grassi (56%) e lattiero-caseari (24

D. Ministro, lei ha anche annunciato un marchio di Stato contro la contraffazione.
R. Si tratta di un'iniziativa che stiamo sperimentando con otto consorzi di tutela, frutto di un accordo tra il Ministero e il Poligrafico di Stato e consiste nel posizionare il marchio della Repubblica italiana su tutte le pezzature dei nostri formaggi e prosciutti destinati ai mercati esteri.

D. A cosa porterebbe?
R. A favorire la battaglia contro la contraffazione e ci darebbe la straordinaria opportunità di promuovere i prodotti sui mercati. In questo modo il consumatore potrà essere sicuro che quello che compra è veramente italiano.

D. Qual è il suo auspicio?
R. Che  possano essere superate le difficoltà tecniche e applicative e trovare così un'ampia diffusione
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