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Siena 02-06-2005

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  ROBERTO BARTOLINI

Nel 2006 riaprirà il mattatoio di Sinalunga.

Con una potenzialità di 1.000 capi l’anno, darà una risposta alle esigenze degli allevatori dell’area.

Finalmente il 27 aprile scorso si è arrivati alla definizione di un progetto di adeguamento funzionale del mattatoio di via delle Prata, attualmente dimesso.  E, così, riapre la vecchia struttura di macellazione di Sinalunga, dopo circa due anni d’intenso lavoro che ha visto protagonista, fin dall’inizio la Cia insieme alle amministrazioni locali, tra cui l’assessore provinciale all ‘agricoltura, Claudio Galletti.  Il progetto che ha già ottenuto il parere favorevole dell’unità funzionale sanità pubblica veterinaria della Asl 7, ha anche tenuto conto delle norme comunitarie sul benessere animale nel trasporto e durante le fasi dell’abbattimento.

Il presidente della Cia di Siena, Roberto Bartolini, intervenendo alla presentazione del progetto nella sala consiliare del comune di Sinalunga, alla presenza di sindaci e assessori, rappresentanti delle organizzazione di categoria, ha manifestato un forte apprezzamento per il passo avanti compiuto circa la predisposizione del progetto. “Ora viene il nodo della gestione” – ha dichiarato in esclusiva a verdeuropa Bartolini – “che sarà molto impegnativo per tutti noi poiché si tratta di assicurare al territorio e agli allevatori una gestione efficiente e nello stesso tempo vantaggiosa”.  Positiva è comunque la presenza degli Enti Locali della società di gestione che sarà costituita insieme  ai privati che andranno a comporre l’intera filiera produttiva. “In questi ultimi mesi” – ha continuato Bartolini – “si è discusso molto e oggi vi sono gli elaborati necessari per costituire la società anche sotto il profilo finanziario. Vi sono quindi tutte le condizioni per partire presto e dare un segnale di fiducia ai nostri allevatori.” Il costo complessivo di realizzazione del mattatoio si aggira intorno ai 400.000 euro e sarà coperto dalla Fondazione del Monte dei Paschi di Siena con un contributo di 250.000 euro e per 150.000 dal Comune di Sinalunga.

 

D. Quanto sarà pronto il progetto esecutivo?

R. Per mettere in funzione il mattatoio occorre prima effettuare lavori di adeguamento di igiene degli impianti e di ampliamento della struttura esistente. Per fare questo ci vorranno tre mesi, dopo di ché sarà subito dato il via alla gara per l’aggiudicazione dei lavori. Si prevede che l’entrata in esercizio dell’impianto possa avvenire entro il 2006. Ma, posso dirlo con molta serenità, vi sono  tutte le condizioni per partire presto e dare un segnale di fiducia ai nostri allevatori. Del resto, Sinalunga, in virtù della sua posizione logistica, sta assumendo sempre più un  ruolo strategico nei flussi commerciali della Valdichaina senese e non, e poi non dimentichiamoci che siamo nel territorio della Chianina, una delle razze italiane più pregiate. La riapertura del mattatoio, risolverà non pochi problemi agli allevatori di quest’area e sicuramente sarà un elemento di attrazione verso tutti i comuni confinanti, ed anche oltre.

D. Quanti capi si potranno macellare?

R. Si tratta di una struttura a capacità limitata che avrà la potenzialità di macellare 1.000 capi bovini adulti o equivalenti. Purtroppo, la domanda del territorio supera notevolmente la capacità del mattatoio. Nonostante il settore stia vivendo, in generale, un periodo di crisi legata alla situazione nazionale ed internazionale, c’è un trend positivo nel business collegato alla vendita di carne provenienti da razze autoctone come la chianina che qui fa da padrona.

D. Qual è il problema più urgente?

R. Questo progetto è stato pensato come un servizio a livello locale per gli allevatori e per tutta la filiera zootecnica. Uno dei problemi principali da risolvere sarà, infatti, quello della gestione. Ma, nonostante le difficoltà oggettive che la gestione di un mattatoio pone, siamo intenzionati ad andare avanti. Per esempio, è sempre più difficile trovare manodopera specializzata. La provincia di Siena , come ha già fatto in altri casi, ha intenzione di organizzare corsi di formazione professionale a supporto di questa esigenza. La nota sicuramente positiva è che sulla gestione di questa struttura si prevede una convergenza di amministrazioni pubbliche e di privati, ed è proprio questa unione di forze che mi fa ben sperare sulla riuscita di tutta l’operazione. Le amministrazioni comunali che si sono dichiarate interessate al progetto e che hanno già raggiunto un accordo col comune di Sinalunga sono quelle di Montepulciano, Torrita di Siena, Trequanda, Lucignano e San Giovanni d’Asso, e non è da escludere che se ne aggiungano altre. Naturalmente, il peso dei comuni non sarà superiore al 20%. La parte privata sarà invece costituita da un raggruppamento di allevatori, macellai e commercianti, impegnati in prima persona sull’attività del mattatoio; mentre, lo smaltimento sarà affidato a ditte specializzate che si occuperanno di trasportare i resti organici nei centri d’incenerimento secondo quanto previsto dal regolamento Cee n. 1744.