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Marzo 2008

PIU’ TUTELA PER L’ESPRESSO ITALIANO.

Cosa c’è di meglio di una tazzina di caffè. Al mattino soprattutto il risveglio è più dolce. La giornata comincia sotto una buona stella. Un patrimonio che andrebbe tutelato, per tradizione e qualità, esattamente come gli altri prodotti della nostra enogastronomia. Si, perchè, se è vera la notizia riportata sul “Finanzial Times” il caffè italiano fa, come dire, gola a tutti. Mi riferisco alla recente decisione del “Caffè  Starbucks”, un vero colosso mondiale, con oltre 9000 caffetterie, un pò troppo spartane per i nostri gusti,  sparse in 43 paesi del mondo e circa 7 miliardi di fatturato, di non entrare nel mercato italiano.  La motivazione del tutto discutibile è stata data ufficialmente dal fondatore della multinazionale americana, il signor Howard Schulz. Alla base pare ci sia il rispetto per il nostro mercato: è Solo per una questione di umiltà, avrebbe dichiarato Schultz, e non perchè rappresenti una priorità strategica per noi, ma per rispetto abbiamo deciso di non aprire caffetterie in Italia. Ma rispetto di chi? Com’è possibile che una multinzionele si lascia prendere da simili scrupoli e sentimentalismi. Il giornale Financial Times nel riportare la notizia argomenta la decisione del management di Starbucks con molta ponderatezza, spiegando che il forte “attaccamento” degli italiani lo avrebbero solo nei confronti dei baristi. E’ probabile sia vera questa versione, volutamente rispettosa nei nostri riguardi e soprattutto di una categoria professionale, ma devo ammettere che non convince molto. Forse dietro tutto questo c’è la consapevolezza di quanto sarebbe difficile e dispendioso accaparrarsi quote di mercato in Italia, culturalmente e storicamente legato al suo caffè. Toni garbati per defilarsi da un mercato complesso, dunque, legato al  gusto degli italiani, che rinunciano a tutto ma non ad un buon caffè. Diciamolo pure, il caffè americano Starbucks può avere successo in tutti gli atri paesi del mondo ma non in Italia! Per ora possiamo dire di essere di fronte ad uno scampato pericolo, ma quanto potrà durare. Abbiamo la fortuna di avere bravi barristi ed invidiabili caffetterie. Difendiamo tutto questo, impediamo che vi venga derubato l’arte di fare un buon caffè, il nostro vero Made in Italy.

di Angela Calia