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Chianina
******************************************************.Le origini storicheLa Chianina é conosciuta sin dall'antichità. Sembra che già in epoca etrusco-romana, gli animali utilizzati come vittime sacrificali nei vari "adempimenti" per ingraziarsi il favore degli dei, fossero bovini bianchi di grande mole, in qualche modo identificabili come progenitori dell'attuale pregiatissima razza autoctona della Valdichiana. Secondo le ricerche d’alcuni studiosi, lineamenti chianini si riscontrano sia in una testa di toro scolpita su un'ara romana del I sec. d.C. rinvenuta nei pressi d’Asciano, che nel toro italico in un manufatto di rame nel Lazio risalente agli inizi del IV secolo. Schema di Selezione
Lo
schema di selezione sintetizza le attività svolte per il miglioramento
genetico della Razza Chianina. I vari procedimenti previsti consistono
nel valutarle, attraverso le prove di performance, i maschi riproduttori
da destinare alla I.A. la scelta delle fattrici in base alla loro
capacità materna ed efficienza riproduttiva, la realizzazione d’accoppiamenti
mirati e l'effettuazione di specifici controlli sulla discendenza
per tutti quegli aspetti non verificabili direttamente nella prova
di performance. La stima di un riproduttore, sia nel caso del toro
sia in quello della vacca, i parametri di maggior rilievo da prendere
in considerazione sono: la produttività, la genealogia e la struttura
morfologica. Nei bovini da carne la valutazione morfologica rappresenta
un aspetto di particolare importanza, perché ci permette di stimare
la capacità, da parte dell'animale, di produrre tessuto muscolare
cioè quantificare la resa di carne. Si é resa necessaria, quindi,
una profonda trasformazione del metodo di selezione precedentemente
basato su criteri estetici, oggi considerati meno preponderanti al
confronto con i ben più indicativi caratteri morfologici e funzionali
dei singoli capi oggetto di selezione. Il primo passo in questo senso
é datato 1986: in quell'anno venne introdotta una nuova scheda di
valutazione morfologica che prediligeva gli aspetti legati allo sviluppo
muscolare, a discapito d’altri caratteri come la conformazione scheletrica
e la caratteristica di razza. Gli esemplari ideali devono presentare
pigmentazione nera in diverse parti del corpo, tra cui anche le ciglia,
le mucose orali, mappa della coda, fusello, unghielli e punta delle
corna. Carattere dal quale non si può prescindere in sede di selezione
é il mantello a peli bianchi su cute pigmentata. A questa peculiarità
morfologica, infatti, si deve la grande adattabilità climatica della
razza chianina, specie per quanto riguarda l'elevata tolleranza all'esposizione
solare.
Caratteristiche tipiche
ll
particolare pregio della razza Chianina, richiede un largo ventaglio
di caratteristiche tipiche che possano inquadrarne, nello specifico
la natura e la provenienza. Oltre alla grande taglia, c'é anche il
colore della pelle, più esattamente detta "mantello" che,
dopo il primo anno d’età, deve assumere una colorazione bianca, la
testa più allungata nelle vacche e la fronte, maggiormente ampia per
i tori. Le corna delle vacche sono brevi, dirette di lato, in avanti
e leggermente in basso, più grosse e dirette in alto nel caso dei
tori. Il collo, con scarsa giogaia, é di media lunghezza. Il petto
largo ed il tronco, lungo e cilindrico, ha dorso e lombi molto larghi.
La razza Chianina é ben riconoscibile anche per la maggior lunghezza
di tutti gli arti rispetto alle altre razze da carne. La sottigliezza
della pelle, opportunamente pigmentata é un'altra grande risorsa di
cui il patrimonio genetico di questa razza può disporre. La pigmentazione
cutanea, infatti, garantisce alla Chianina, come già evidenziato,
una notevole adattabilità alle variazioni climatiche ed un facile
ambientamento in condizioni termiche talvolta estreme, non temendo
particolarmente né le elevate temperature né l'esposizione al sole.
La rapidità di crescita dei capi, in funzione di uno sviluppo corporeo
insolitamente precoce, può assumere parametri di tutta evidenza e
favorire i criteri selettivi messi a punto per una migliore e più
mirata "destinazione d'uso" delle carni. Nei primi mesi
di vita i vitelli possono aumentare il proprio peso fino ad un chilogrammo
e mezzo al giorno. Nelle femmine questo parametro scende di 50o grammi.
All'età di sei mesi i maschi possono raggiungere un'altezza al garrese
di circa 120 cm per un peso che può arrivare ai 260 kg. Le femmine,
nello stesso periodo, si attestano, invece, sui 114 cm e225 kg di
peso.
Com'é
facilmente comprensibile, grande importanza rivestono, come parametri
principali di garanzia qualitativa finale, i metodi d’allevamento.
Fondamentali sono le norme per l'alimentazione: detto della necessità
che i vitelli vengano allattati in modo naturale dalle madri fino
alla fase dello svezzamento, giova ricordare che la base alimentare
successiva deve essere costituita prevalentemente da foraggi freschi
provenienti da prati naturali o da coltivazioni erbacee della zona.
L'entità
della razione deve essere calcolata in modo da garantire un apporto
proteico compreso tra il 13 ed il 18%, in rapporto alla specifica
fase di sviluppo dell'animale. Va da sé che nella razione alimentare
dei bovini che, nel rispetto del disciplinare di produzione, non é
ammesso fuso di tutte quelle sostanze che non siano state preventivamente
verificate e sperimentate con appositi test dalle autorità di controllo.
Per fare qualche esempio: estrogeni, anabolizzanti, antibiotici e
quant'altro possa alterare i parametri naturali dei capi allevati.
Volendo
elencare alcuni tra i principali parametri nutritivi strettamente
connessi alla qualità delle carni, é sufficiente rilevare il valore
del ph, che deve attestarsi fra 5,2 e 5,8; calo a fresco inferiore
a13%. Alla macellazione, i vitelloni di razza Chianina fra i 20 e
i 22 mesi d'età possono avere una resa mediamente superiore al 6o%.
La razza é adatta anche per incrocio su vacche da carne e da latte.
I tori Chianini hanno, infatti, dato risultati più che confortanti
nella produzione di `meticci da macello. I "meticci", oltre
ad evidenziare la stessa capacita d’accrescimento dei "puri",
risultano maturi per la macellazione con almeno un mese d’anticipo.
I parametri della qualità Sappiamo quanto sia importante, per il consumatore finale, poter stabilire la qualità e la genuinità delle carni e di qualsiasi altro prodotto alimentare che arri va in tavola. Servono ovviamente parametri visivi precisi, inconfondibili, diretti. Questo in conformità alle legislazioni comunitarie ed alle oggettive necessita sorte circa la sana struttura organolettica delle carni. Innanzitutto bisogna verificare che la carne immessa nella distribuzione alimentare sia munita di contrassegno a garanzia dell'origine e dell'identificazione del prodotto. La marchiatura, obbligatoriamente effettuata a fuoco, deve avvenire al mattatoio e deve essere curata da un esperto, individuato dagli organismi preposti al controllo. Il marchio deve conservarsi intatto in tutte le fasi della distribuzione e la carne può essere venduta al taglio o confezionata. In questo secondo caso, il prodotto deve essere esposto in porzioni precedentemente sigillate e confezionate all'interno d’appositi laboratori, secondo disposizioni tali da consentire la marchiatura d’ogni singola confezione. Per quanto concerne la carne Chianina, gli aspetti che dovranno essere valutati con immediatezza dall'occhio del consumatore, riguardano il colore delle parti carnose della carcassa. Le parti in questione, infatti, per poter essere considerate di buona qualità, non devono presentare colorazioni anomale, e cioè sul Magenta o tendente al nero. |